...Percorso vegetariano dedicato ai miei nonni...
Questo percorso nasce da una storia vera.
La mia.
Nasce dalle persone che mi hanno cresciuto, prima ancora che io potessi scegliere chi diventare a tre mesi dalla mia nascita mia madre mi ha affidato ai miei nonni e io sono cresciuto con loro.
Fino ai sei, sette anni la mia casa è stata quella, la mia infanzia è stata quella.
I miei punti di riferimento erano mio nonno Antonio Natola e mia nonna Maria Zizzi.
Ricordo ancora il loro profumo ogni giorno un profumo fatto di casa, di cucina, di terra, un profumo che non si dimentica.
Mio nonno Antonio era un uomo di terra, si svegliava all'alba quando tutto era ancora fermo e andava nelle campagne e io andavo con lui.
Camminavo accanto a lui tra gli orti, in silenzio guardando, ascoltando, imparando senza saperlo.
Raccoglievamo quello che la terra offriva, non si sceglieva, non si decideva, ma si accettava.
Ogni giorno era diverso, ogni stagione aveva il suo ritmo.
E poi si tornava a casa dove c'era mia nonna Maria, una grande cuoca di quelle vere.
Prendeva quello che avevamo raccolto e lo trasformava in qualcosa di straordinario.
Le sue verdure erano buonissime, semplici, ma perfette non serviva altro.
La cucina si riempiva di profumi che ancora oggi porto dentro, profumi che mi accompagnano ogni giorno anche adesso.
Io ero lì, in mezzo a tutto questo tra la terra di mio nonno e le mani di mia nonna.
E senza accorgermene stavo diventando quello che sono oggi.
Oggi quel ricordo è diventato cucina. Questo percorso vegetale è un ritorno a quei giorni.
Un ritorno a quella verità, a quella semplicità a quella vita fatta di cose essenziali.
Qui la verdura non è un contorno, è protagonista, qui la stagionalità è una regola, non una scelta.
Qui la tecnica esiste, ma resta al servizio del prodotto.
Perché tutto quello che faccio oggi nasce da lì, da quelle mattine nei campi, da quei profumi in cucina, da quei gesti semplici ma pieni di valore.
Questo è un percorso di memoria, di identità, di radici.
Un omaggio ad Antonio Natola e Maria Zizzi.
E a tutto quello che, con amore e semplicità, mi hanno insegnato.
Il percorso
Con un calice di Prosecco di benvenuto e due calici di vino.